Il Civico Museo d’Arte Orientale è situato nel cuore di Trieste, a pochi passi da piazza dell’Unità d’Italia. È il primo museo dedicato specificatamente all’arte orientale che nasce nella città altoadriatica e nella regione Friuli-Venezia Giulia.

Il museo ha sede in Cavana, ai limiti della zona più antica (Città Vecchia), vicino alle rive, a pochi passi dalla piazza dell’Unità d’Italia, in uno storico edificio del XVIII secolo, il Palazzetto Leo, già proprietà della famiglia triestina dei Leo, donato nel 1954 al Comune di Trieste dalla contessa Margherita Nugent assieme ai due edifici attigui (l’ex chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco e la canonica).

Il Museo ospita le collezioni d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico, provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e dal Giappone, e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il percorso del Museo si sviluppa sui quattro piani dell’edificio.

Il percorso espositivo si snoda su quattro livelli e comprende opere d’arte orientale, armi, strumenti musicali e oggetti di carattere etnografico provenienti in particolare dalla Cina e dal Giappone.

Al Piano Terra funge da introduzione la narrazione dei rapporti tra Trieste e l’Oriente, avviati nel ’700 e sviluppatisi nell’800, quando le navi del Lloyd Austriaco di Navigazione, partite da Trieste e superato il Canale di Suez, raggiungono le lontane coste dell’India, della Cina e del Giappone. Uno spazio è rivolto all’interessante nucleo di sculture del Gandhara, databili tra I e IV secolo d.C., raccolte durante la spedizione italiana al K2 del 1954.

Il Primo Piano è dedicato all’arte in Cina, tramite abiti e tessuti in seta ricamata del tardo periodo Qing (XIX secolo), porcellane dal periodo Song (XI-XIII secolo) al tardo periodo Qing (XIX secolo), sculture e oggetti legati a Confucianesimo, Taoismo e Buddismo, le religioni della Cina.

Negli ultimi due piani del Museo la sezione dedicata al Giappone si apre con le porcellane giapponesi e ha il suo punto di forza nel salone dove si dispiega la collezione di stampe dell’Ukiyo-e, ovvero il Mondo Fluttuante, con opere di grandi maestri dell’arte giapponese tra cui Hiroshige e Hokusai con la celeberrima Onda.

È possibile gettare uno sguardo sulla tradizione del teatro popolare kabuki, avvicinarsi ai riti e alle tradizioni di Shintoismo e Buddismo e infine, attraverso la ricca raccolta di armi e armature dal XV al XIX secolo, esplorare la vita e il codice etico e comportamentale dei Samurai.